IL MIO PRIMO MATTONE PER L’AREA DIDATTICA F.I.R. NEL RUGBY DI BASE

I Coach responsabili della didattica del nuovo quadriennio federale dovranno fare loro questo concetto;

Imparare, disimparare ed imparare di nuovo e nel farlo avere il piacere di condividere, di aiutare gli allenatori del rugby di base a crescere, usando uno stile cooperativo, non istruendo ma aiutando, usando molto la fase esperienziale di campo, la praticità, veicolando gli allenatori ad un cambio di marcia rivolto alla pedagogia ed alla metodologia di allenamento.

AUDIT E BRAINSTORMING

Non amo molto gli inglesismi, ma queste due parole definiscono molto bene il punto di partenza di qualsiasi organizzazione, sportiva o aziendale. 

Audit significa ASCOLTO, ascolto per imparare, per fissare obiettivi e procedure necessarie, individuando insieme criticità e soluzioni. Dunque ascoltare i presidenti, le piccole società, gli allenatori, i dirigenti, tutti gli operatori del pianeta rugby divisi per aree di competenza, per raccogliere dati e informazioni.

Brainstorming, significa TEMPESTA DI CERVELLI, dunque una modalità di lavoro di gruppo in cui viene sfruttato il gioco creativo dell’associazione di idee: la finalità è fare emergere diverse possibili alternative in vista della soluzione di un problema.

CONDIVISIONE

Organizzerei delle riunioni per area geografica, convocando gli allenatori del rugby di base ai quali esporrei il progetto secondo le linee guida: 

  • visione, 
  • filosofia, 
  • linee guida per tappe evolutive (u6 – u8 – u10 – u12 – u14 – u16 – u18) 
  • metodologia e pedagogia di allenamento. 

Dopo aver illustrato il progetto chiederei alla base feedback e consigli sulle criticità riscontrabili e quali potrebbero esserne i punti di forza.

In questo modo, attraverso l’ascolto dei territori e delle peculiari necessità, si avrebbe la possibilità di creare qualcosa di unico nella formazione, del quale se ne sente il bisogno da tempo.

Infine,  il progetto potrebbe essere operativo partendo dai due punti fondamentali:

  1. l’impostazione (Visione / strategie / filosofia / tecnica / tattica/ aspetti socio culturali / area geografica )
  2. La pianificazione (Obiettivi, forza lavoro, orizzonti temporali, chi fa cosa, possibili criticità). 

Pianificare significa prevedere, prevenire e proteggere.

Ricordiamoci sempre che il punto di partenza di ogni progetto è sapere dove si vuole arrivare e cosa si vuole ottenere.

Interrogherei la base per trovare nuove competenze: chi ritiene di essere utile alla causa Federale, potrebbe farlo inviando il curriculum sportivo indicando al contempo il proprio punto di vista.

Spesso i migliori allenatori non sono presi in considerazione perché resi invisibili da un sistema obsoleto ed autoreferenziale. Ritengo di fondamentale importanza supportare le ambizioni degli allenatori, dando loro la possibilità, fino a quel momento remota, di mettersi a disposizione della causa. Questo si chiama individuazione del talento. 

Lo farei anche attraverso dei clinic federali nei quali chiederei  agli allenatori di cimentarsi con la fase offensiva su tre categorie diverse; under 10 under 12 under 14. Questo è un test importante per individuare figure con delle spiccate doti di campo, anche non strutturate, ma innate.

MERITOCRAZIA E AUTOCRITICA

Questo test lo proporrei anche agli attuali allenatori federali con un preciso intento. Capire le reali capacità tecniche, relazionali, formative di chi ha la responsabilità di formare i futuri coach. 

Credo molto nella meritocrazia, nel guadagnarsi le cose sul campo, nel non adagiarsi nel ruolo di responsabile, ma percepire il ruolo di formatore Federale come un grande onore, come una grande responsabilità verso lo sviluppo di un progetto giovanile dove la parola chiave deve essere: CRESCITA. 

Il progetto della didattica federale va reinterpretato, rivisto. Credo che vada reimpostata, con estrema apertura mentale, la metodologia della didattica F.I.R. sul rugby di base. 

Noto con mio dispiacere una mancanza di proposte tecnico/tattiche prive di contenuti chiari, facilmente applicabili. Ci sono troppi corsi basati sull’astrazione, con tante parole, troppe parole. Un bombardamento di concetti teorici che alle volte servono più a soddisfare l’ego del conduttore che non il reale apprendimento dei corsisti. 

Le proposte di campo sono spesso assenti nelle categorie under 6 / 8 /10 /12. Il rugby dalla categoria under 14 fino alla 18 spesso è un rugby copia ed incolla, con proposte di un rugby a pezzetti, stereotipato, non corrispondente al percorso formativo degli atleti di cui si dispone.

Va detto che il protocollo teorico federale è interessante, ma quello che manca ai nostri formatori è una capacità ed una chiarezza metodologica pratica, sul come far apprendere il rugby attraverso il gioco, attraverso il movimento generale. 

Ritengo ci siano troppi analisti del gioco, passatemi il termine, che impongono ai propri atleti un sistema chiuso, fatto di sviluppo del gioco preordinato. Preludio più alla vanagloria dell’allenatore che non allo sviluppo del talento dei giocatori. 

Questo tipo di allenatori dovranno comprendere che il come alla lunga verrà surclassato dal perché, dalla comprensione del gioco. I coach dovranno creare cultura tattica, insegnando ai giocatori ad interpretare le situazioni, motivandoli a capire bene i principi del gioco.

L’apprendimento attraverso il gioco è la sfida del rugby del futuro, perché il vero maestro del gioco non è l’istruttore o il formatore, ma bensì il gioco stesso. 

Alberth Einstein disse “La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”. Quanto è vero questo!

CON CHE VALORI – IL MIO CIRCOLO VIRTUOSO SZ13

Il rugby del futuro non può permettersi di essere presuntuoso…

Il rugby del futuro coinvolge le persone nella sua filosofia, lavora sulla crescita e sulla forma mentis dei dirigenti, dei giocatori, delle persone, facendole sentire importanti, utili alla causa. Nel patrimonio genetico delle persone che hanno l’onore e la fortuna di condurre una federazione, un’azienda, un gruppo di lavoro di successo, ci sono cinque principi cardine: 

  • Entusiasmo
  • Umiltà
  • Autocritica
  • Condivisione
  • Gratitudine 

Cari amici, 

sono assolutamente convinto che queste qualità fondamentali servano per aprire una strada che veicoli i giovani alla cultura del fare; a non demordere alle prime difficoltà, coinvolgendoli in qualcosa che è molto di più di un semplice gioco.

Questo è il primo mattone, il più importante, per costruire la casa del rugby del futuro. In qualsiasi organizzazione la prospettiva e la visione sono il muro portante della strategia, in qualsiasi organizzazione se un sistema non permette il dialogo, il sistema va cambiato.

Questa è il mio pensiero, attendo il vostro.

Sz13

Il circolo Virtuoso SZ13

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