La cultura del Fare 1. Mio nonno (Autore : Paolo Marta)

Quando ero piccolo, per fare i compiti ero talvolta affidato a mio nonno. In particolare accadeva quando, dopo aver letto una favola, dovevo fare un disegno per rappresentare ciò che mi aveva più colpito. Si sedeva affianco a me e, dopo avermi chiesto quello che avevo intenzione di fare, mi diceva quasi sempre:

No, non va bene

e partiva a descrivermi, con dovizia di particolari, quello che avrei dovuto disegnare dato che la favola, a suo avviso, voleva dire altro rispetto a quello che avevo capito.

Concludeva le sue spiegazioni sempre nello stesso modo:

E adesso comincia!”.

Era bravo mio nonno, ma non mi permetteva di capire il perché.

Il tempo di prendere in mano i colori che interveniva nuovamente:

No Paolo, non devi fare così …

e ripeteva ciò che voleva da me e che io continuavo a non comprendere e a non riuscire a fare. Spesso si innervosiva. Era un crescendo che raggiungeva l’apice quando esclamava:

Ma possibile che tu non riesca a capire quello che devi fare? Parlo arabo?

Da quel momento prendeva il totale controllo delle operazioni e mi “dettava” ciò che dovevo disegnare: le immagini, i colori, i personaggi.

Lui ordinava ed io cercavo di eseguire. Impaurito e svogliato.

Ben presto, di fronte alla mia incapacità di soddisfarlo,  prendeva possesso dei miei strumenti e cominciava a disegnare di suo pugno concedendomi, a malincuore, solo qualche ritocco per darmi l’illusione di essere ancora il protagonista.

Alla fine il disegno veniva fuori bello e mio nonno era soddisfatto, anche del voto che portavo a casa. Sempre alto.

Hai visto che bravi?”

dicevaBravi un corno! Da solo non sarei mai riuscito a farlo. E non facevo progressi, non mi divertivo e, soprattutto, non provavo soddisfazione.

Mio nonno era un ragazzo del ‘99. Mentalità vecchia, altri tempi. Ed io, con tutta la modestia del mondo, non ero uno stupido. Ero semplicemente un bambino che aveva bisogno di crescere. L’aiuto di un adulto poteva senz’altro essermi utile, a patto però che mi permettesse di intingere le mani nel fare, attraverso la sperimentazione, i tentativi, la comprensione ed il miglioramento. E ovviamente la sua guida.

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